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Matteo Bortolini
L'immunità necessaria
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Esiste un punto d’osservazione privilegiato sulla modernità? Possiamo già/ancora raccontarla? Tra i sociologi che hanno tentato di rispondere a questa domanda Talcott Parsons è stato forse il più impegnato e, oggi, il più difficile da recuperare. Il suo status di classico della disciplina è continuamente messo in dubbio, i suoi contributi per lo più ignorati. L’interpretazione della sua opera proposta in questo volume intende invece sottolinearne l’importanza e l’originalità, in particolare della sua visione dell’individualismo moderno. Con Parsons, la sociologia trova una modalità inedita di spiegare la modernità sfruttando creativamente un paradosso assoluto: una società fondata non sul corpo sociale ma sulla separazione delle sue membra, non sul gruppo ma sull’individuo, non sulla norma ma sulla libertà. L’immunità dell’individuo moderno sarebbe dunque assolutamente necessaria per il funzionamento di una società più forte, più potente e più ricca. Dall’evolversi del cristianesimo alla teoria della cittadinanza, dalle radici durkheimiane al confronto con autori come Merton, Mills ed Elias, le tappe del percorso intellettuale di Talcott Parsons ricostruito in queste pagine lasciano emergere una figura decisamente centrale per tutti i grandi dibattiti in cui la sociologia è tuttora impegnata. |
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Matteo Bortolini fa il ricercatore in Sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Padova. Insegna Sociologia generale e sociologia dell’educazione. I suoi interessi di ricerca comprendono la teoria sociologica e politica, la teoria della democrazia e la storia del pensiero sociologico. Ha tradotto e curato opere di Talcott Parsons, Eric Voegelin, Margaret Archer e Adam Seligman, e ha pubblicato su «Teoria politica», «Quaderni di teoria sociale» e «Sociologia e politiche sociali».
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