Quali sono il ruolo, l’efficacia e l’attendibilità dei sondaggi? La questione, già di per sé attuale in una società che utilizza – più o meno propriamente – il sondaggio come strumento principe per rilevare le opinioni degli individui relativamente agli argomenti più diversi, torna prepotentemente alla ribalta in periodi elettorali.
In queste pagine non si discutono le metodologie usate, ma l’idea di realtà presupposta dai calcoli probabilistici. La riflessione dell’autrice parte da un parallelismo tra la fiction moderna e la teoria della probabilità, nate quasi contemporaneamente alla fine del xvii secolo e sviluppatesi poi nel secolo successivo, dando origine al romanzo moderno da un lato e al calcolo delle probabilità dall’altro. L’ipotesi di fondo è che si tratti in entrambi i casi di forme tipicamente moderne, che reagiscono ai mutamenti della società e all’aumento delle possibilità: mentre, però, la fiction si presenta esplicitamente come fittizia, i risultati del calcolo delle probabilità sono spesso interpretati come indicazioni reali sul mondo. Ma la fiction non è solo finta, e la probabilità è molto meno reale di quanto si tenda a pensare. La fiction diventa reale nelle sue conseguenze: il modo in cui l’individuo intende il mondo, le sue aspettative e le sue categorie interpretative dipendono anche dalle letture fatte e dai film visti. Più complessa è la situazione della probabilità, la cui storia è accompagnata dal dibattito sul suo statuto di realtà: le sue rilevazioni e i suoi calcoli riflettono dati effettivi del mondo o solo le immaginazioni soggettive dell’osservatore?
Partendo da questo confronto, l’autrice esamina il complesso intreccio tra realtà e finzione presupposto dalla probabilità e dalla statistica, fino a ipotizzare che lo statuto fittizio dei calcoli sia la condizione necessaria per la loro efficacia reale. Questa impostazione circolare porta a reinterpretare il ruolo della statistica in molte aree della società contemporanea, in particolare nell’ambito economico. |