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Guido Ferraro, Isabella Brugo
Comunque umani
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Come vengono rappresentati il “male” e il “mostruoso” nel nostro immaginario? Avvalendosi di esempi folclorici, letterari e cinematografici, i due autori mostrano come la nostra cultura ha raffigurato tali categorie in personaggi estremi che assumono le forme dell’orco, del vampiro, dell’alieno, del defunto che viola i confini tra lo spazio dei morti e quello dei vivi. Queste creature non solo permangono nel nostro universo fantastico come residui di epoche passate ma vi si mostrano ancora vitalissime, pronte a nuove evoluzioni e nuove trasfigurazioni, dando vita a un vero folclore dell’età contemporanea. Ma le storie di cui sono protagoniste ci parlano davvero di figure radicalmente non umane, disgiunte da noi, inconoscibili e aliene, o non sono piuttosto strumenti per definire ciò che davvero siamo, e per riflettere sul modo stesso in cui agiscono i nostri sistemi di rappresentazione?
Il percorso inconsueto seguito dagli autori per addentrarsi nei meandri del nostro immaginario “negativo” attraversa fiabe più o meno note – come Prezzemolina e La Bella e la Bestia –, romanzi e racconti – da Carmilla di Joseph Sheridan Le Fanu a Dracula di Bram Stoker –, film ormai celeberrimi – come Nosferatu, King Kong , la saga di Alien, Il sesto senso, Matrix –, rivelando, accanto ai modelli codificati dalla cultura, inattese dimensioni di significato. |
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Guido Ferraro insegna Semiotica e Teoria della narrazione all’Università di Torino. Tra le sue opere: Il linguaggio del mito (1979, ripubblicato da Meltemi nel 2001), La pubblicità nell’era di Internet (1999), Matrix: l'anomalia e il sistema (2006), Il senso taciuto. Semiotica e società in The Village (2007); ha inoltre curato L’emporio dei segni (1998).
Isabella Brugo, semiologa, si occupa di folclore e simbolismo alimentare.
Per Meltemi, i due autori hanno già collaborato insieme al volume Al sangue o ben cotto (1998).
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