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Hélène Cixous, Jacques Derrida
La lingua che verrà
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Questo libro costituisce un contributo fondamentale alla teoria della cultura e della letteratura, agli studi di genere e al pensiero in generale. La sua originalità e la sua importanza risiedono nel fatto che due tra i pensatori più influenti nel panorama culturale mondiale contemporaneo dialogano sui medesimi temi (sollecitati dalle domande dense e pregnanti che sono state rivolte loro in occasione del Seminario organizzato nel marzo del 2002 dal Centre Dona i Literatura dell’Università di Barcellona): la scrittura, la lingua poetica, il multiculturalismo, la problematica della differenza sessuale nel linguaggio, l’identità, il razzismo e l’esclusione nella relazione coloniale e postcoloniale, il godimento, la relazione madre/figlio e la maternità in generale, l’affermazione dell’altro. |
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Hélène Cixous è tra le scrittrici francesi più note in Francia e in molti altri paesi (Italia, Gran Bretagna, Olanda, Germania, Stati Uniti, Giappone) che regolarmente pubblicano i suoi libri: ne sono usciti oltre cinquanta – tra romanzi, testi teatrali e saggi – e hanno avuto una rilevante influenza nell’ambito del postmodernismo e della critica femminista. Jacques Derrida le ha dedicato molti testi, cosa che dimostra la complicità tra i due autori sia per quanto riguarda il pensiero sia per quanto riguarda la scrittura.
Jacques Derrida (1930-2004), il “padre della decostruzione”, rimane uno dei pensatori più autorevoli della cultura mondiale. Ha insegnato in università francesi, americane, giapponesi, inglesi, tedesche e spagnole e ha pubblicato più di settanta saggi filosofici. La sua riflessione ruota intorno alla critica del “logocentrismo” della metafisica occidentale e propone un cambio radicale di paradigma, tanto che il suo pensiero è stato definito “postmetafisico”. Tra i temi che lo hanno più interessato c’è quello della differenza sessuale, campo in cui ha instaurato un proficuo dialogo con Hélène Cixous. |
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| Autori |
| Hélène Cixous |
| Jacques Derrida |
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