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La cittadinanza digitale
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La cittadinanza digitale

La crisi dell’idea occidentale di democrazia e la partecipazione nelle reti digitali

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L’idea occidentale di democrazia basata sull’opinione degli umani e sulla somma dei voti è divenuta obsoleta. Alla forma deliberativa esclusivamente umana viene a sostituirsi un nuovo tipo di contrattualità che, attraverso le architetture digitali, l’internet delle cose e i sensori, estende la partecipazione a tutte le diverse entità che compongono il nostro habitat.

COD: 9788855190282 Categoria:
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L’idea occidentale di democrazia basata sull’opinione degli umani e sulla somma dei voti è divenuta obsoleta. Alla forma deliberativa esclusivamente umana viene a sostituirsi un nuovo tipo di contrattualità che, attraverso le architetture digitali, l’internet delle cose e i sensori, estende la partecipazione a tutte le diverse entità che compongono il nostro habitat. I parlamenti, le assemblee cittadine, i partiti e tutte le architetture di interazione politica, ispirate al modello della polis e portatrici di forme di governance limitate ai soli soggetti umani, stanno lasciando spazio alle piattaforme, alle blockchain e ai diversi ambienti di reti. In questi ecosistemi interattivi gli umani, i dati, il clima, i sensori, le biodiversità e i territori informatizzati hanno iniziato ad articolare politiche e soluzioni collaborative attraverso il dialogo con i dati e la connessione tra diversi tipi di intelligenze.
L’idea occidentale di società, fondata sul contratto tra i cittadini e ristretta al convivio dei soli soggetti umani, così come quella di cittadinanza, basata solo sui diritti fondamentali delle persone, oggi, dinanzi alle sfide dei mutamenti climatici e alle ultime generazioni di reti intelligenti, risultano entrambe inadeguate.
La cittadinanza digitale è oggi l’ambito di ricerca che si concentra sul superamento del progetto politico occidentale e sull’inizio di una nuova cultura della governance in reti complesse, caratterizzata dalle interazioni all’interno di architetture non più composte né da soggetti né da oggetti.

Massimo Di Felice è docente di Teoria dell’opinione pubblica nei contesti digitali all’Università di San Paolo (USP), in Brasile, dove ha fondato e dirige il centro di ricerca internazionale sulle reti digitali Atopos. Direttore scientifi co dell’Istituto Toposofi a e cofondatore dell’Osservatorio internazionale di teoria sociale Sostenibilia dell’Università La Sapienza di Roma, è Ph.D. in Scienze della comunicazione all’Università di San Paolo e dottore in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma. Ha svolto attività di ricerca in diversi paesi ed è stato visiting professor alle università della Sorbona Descartes Parigi V, Paul Valery di Montpellier, Lusofona di Porto, La Sapienza di Roma. È autore di articoli scientifici e di libri pubblicati in diverse lingue tra i quali Net-attivismo. Dall’azione sociale all’atto connettivo (2017) e Paysages post-urbains. La fin de l’expérience urbaine et les formes communicatives de l’habiter (2016).

Informazioni aggiuntive

Codice ISBN

9788855190282

Anno di pubblicazione

2019

N° pagine

228