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L’invenzione dell’etnia
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L’invenzione dell’etnia

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Troppo disinvoltamente richiamata dal mondo della comunicazione, utilizzata impropriamente nel lessico dell’emergenza e dell’umanitario, la nozione di etnia, già presente nel discorso coloniale, è stata ambiguamente riconvocata nel campo politico e nel dibattito pubblico del nostro paese solo dall’inizio degli anni Novanta, quando i processi di transizione dell’Est europeo e il lungo conflitto nella ex Iugoslavia ne hanno drammaticamente evidenziato il potere di mobilitazione.

COD: 9788883537363 Categoria:
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Troppo disinvoltamente richiamata dal mondo della comunicazione, utilizzata impropriamente nel lessico dell’emergenza e dell’umanitario, la nozione di etnia, già presente nel discorso coloniale, è stata ambiguamente riconvocata nel campo politico e nel dibattito pubblico del nostro paese solo dall’inizio degli anni Novanta, quando i processi di transizione dell’Est europeo e il lungo conflitto nella ex Iugoslavia ne hanno drammaticamente evidenziato il potere di mobilitazione. Questo volume è frutto di un lungo lavoro collettivo che ha preso le mosse proprio dal rifiuto dell’abuso di espressioni come “etnia”, “conflitto etnico” o “lotta tribale” e dall’esigenza di riaffrontare criticamente i termini del discorso identitario, a partire dall’analisi delle contraddizioni della realtà africana contemporanea. Partendo da casi emblematici come il Mali, la Costa d’Avorio, il Ruanda e il Congo, i saggi di Jean-Loup Amselle, Jean Bazin, Jean-Pierre Dozon, Jean-Pierre Chrétien, Claudine Vidal ed Elikia M’Bokolo criticano una visione “primordialista” e falsamente oggettiva della nozione di identità etno-culturale, proponendo un completo ribaltamento di prospettiva, per analizzare la costruzione degli spazi politici africani e delle categorie identitarie alla luce della loro storicità, in quanto elementi che maturano già nel quadro della “situazione coloniale” e poi nella realtà postcoloniale. Gli autori contribuiscono ad animare il dibattito intorno alla costruzione di una scienza sociale africanista, in cui il canone di identità è ridefinito come genere al tempo stesso plurale e singolare, postulando una vera creolità di ogni gruppo etnico e linguistico.

Jean-Loup Amselle, già direttore di studi all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi (Ehess) e redattore capo dei “Cahiers d’études africaines”, è autore di numerose pubblicazioni, tra cui, tradotte in italiano, Logiche meticce. Antropologia dell’identità in Africa e altrove (1999); Connessioni (2001); L’arte africana contemporanea (2007); Contro il primitivismo (2012). Con Meltemi ha pubblicato Il distacco dall’Occidente (2009) e Il museo in scena (2017).

Elikia M’Bokolo storico congolese, già direttore di studi all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Per Radio France Internationale ha condotto il programma“Mémoire d’un continent”, dedicato alla storia dell’Africa.Tra le sue pubblicazioni: Noirs et Blancs en Afrique equatoriale (1981) e Afrique noire. Histoire et civilisations (1992).

Informazioni aggiuntive

Codice ISBN

9788883537363

Anno di pubblicazione

2017

N° pagine

290

A cura di

Elikia M’Bokolo, Jean-Loup Amselle