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| SE NON ORA, QUANDO? |
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Questo è un appello ad aiutarci a tenere in vita la nostra casa editrice, da tempo serrata in una crisi profonda tanto da renderne, oggi, incerto il futuro.
Vi chiediamo di farlo semplicemente acquistando i nostri libri, per voi stessi o donandoli a una biblioteca.
In un momento in cui la domanda di senso non solo non può essere rimossa né semplicemente attesa, ma va alimentata e coltivata, nutrita con pensieri difficili e complessi, poiché tale è il mondo in cui viviamo,
ora è tanto più necessario mantenere in vita luoghi dove quei pensieri trovino ascolto e crescano.
Ora, è importante che una pluralità di voci possa connettersi e riconoscersi parte di un progetto che ricollochi la passione per la ricerca e il sapere in una prospettiva di concreto cambiamento le cui motivazioni
siano tali da sottoporre a verifica categorie e priorità, ribaltando il disincanto per l'esistente in azioni efficaci sul presente e impulsi immaginativi verso il futuro.
Avremmo potuto tacere e scomparire in silenzio, come è accaduto a molte realtà editoriali in Italia e non solo, o attendere un salvataggio di qualche gruppo o editore più grande interessato agli autori
più prestigiosi del nostro catalogo.
Sono entrambe sorti che forse non potremo scongiurare, ma prima vogliamo provare a percorrere un'altra strada, facendo appello a ogni risorsa disponibile, dentro la casa editrice e fuori di essa,
tra tutti coloro che in questi anni hanno potuto conoscere e apprezzare il nostro lavoro.
Vogliamo tentare di continuare a fare la nostra parte nell'editoria e nella cultura italiana, ma per farlo abbiamo bisogno di una "dimostrazione d'affetto" verso il nostro impegno e i nostri libri
che ci consenta di affrontare i notevoli sacrifici cui saremo obbligati riconoscendone le ragioni, fuori oltre che dentro di noi.
Quel che vi chiediamo è di investire una somma (piccola o grande, ciascuno di voi ne sceglierà l'entità che preferisce) nei libri della Meltemi.
A corrispettivo del versamento effettuato potrete scegliere se vorrete ricevere voi stessi un pari valore di libri al loro prezzo di copertina o se vorrete donarli
(in tutto o in parte) a una biblioteca pubblica. Nei giorni successivi rendiconteremo le donazioni effettuate e ne renderemo pubblico l'elenco insieme a quello delle biblioteche beneficiarie.
Vai alla pagina di sottoscrizione
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Cesare Griffa, docente di Composizione Architettonica e Urbana, Torino
Cara Luisa, sono molto affezionato alla meltemi. non solo perché avete dato fiducia a me e al mio lavoro, o perché avete il coraggio di pubblicare lavori di grande valore e
qualità indipendentemente da squallide considerazioni di mercato. io vi voglio bene perché i "prodotti meltemi" mi rendono un pò più felice. e anche perché siete stimolanti
ed è molto bello lavorare con voi. mi rendo conto che il mio contributo non sarà risolutivo... ma mi unisco al coro: resistete!
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Giulio Iacoli, docente di Letterature comparate e Teoria e storia dei generi letterari, Parma
Gentile dottoressa Capelli, è con vero piacere che rispondo all'appello, sia pure con un poco di ritardo..
Guardo da tempo a Meltemi con affetto e gratitudine, i suoi libri hanno opportunamente contribuito ad assistere e sprovincializzare me e le ricerche che nel frattempo sono venuto mettendo insieme,
insieme ad altri amici, colleghi, allievi. non può scomparire così! con tutto il mio appoggio e grande stima.
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Federica Zanetti, Bologna
Carissimi, le vostre pubblicazioni sono un contributo insostituibile e necessario allo sguardo che va oltre... uno sguardo complesso, trasversale, plurale.
Ci aiuta a tessere reti di significati, a stravolgere prospettive omologanti, a costruire orizzonti di senso. Abbiamo bisogno di voi, di questo approccio culturale, di questo impegno!
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Gabriella Erba, pedagogista
Cara Luisa, come lettrice delle vostre pubblicazioni ho appreso a sentirmi parte di una comunità di pensiero e come scrittrice ho trovato un'inattesa e calda accoglienza.
Mi auguro vivamente che la vostra casa editrice possa continuare a esistere e a essere quello spazio di condivisione vitale che è sempre stata.
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Monica Baroni, dottoranda in Sociologia della Comunicazione e Scienze dello Spettacolo, Urbino
Ciò che ho sempre ammirato di Meltemi è l'autentica curiosità, la passione e il desiderio con cui Luisa e Marco hanno dato forma alla loro avventura editoriale.
Sono cose impagabili che spero non dovranno disperdersi proprio nel momento in cui se ne sente maggiormente il bisogno. Con tanto affetto.
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Angela D'Ottavio e Roberto Derobertis, precari della ricerca, Bari
Cara Luisa e car* lavoratori/trici di Meltemi, in questi nostri anni di formazione, il coraggio della critica, l'apertura verso mondi di sapere, le traduzioni rischiose e importanti,
ci hanno accompagnato e guidato. Le vostre scelte editoriali hanno permesso l'avvio di dibattiti altrimenti interdetti dal discorso critico in Italia, soprattutto in territori disciplinari di frontiera.
Il nostro sforzo economico di contribuire al vostro lavoro equivale a mantenere viva la possibilità che la ricerca critica in Italia possa continuare 'piccola' ma indipendente.
Non è possibile immaginare il futuro senza di voi. Tenete duro.
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Paolo Nardini, Grosseto
Oggi che l'editoria sta concentrandosi sempre più in poche mani, penso che sia giusto sostenere una casa editrice come Meltemi "dal basso". Penso che sia, più che un contenuto, un segnale.
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Paola Ghirri, Reggio Emilia
Se non oggi, quando? Vi voglio bene.
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Michele Capararo, neurologo, docente di Epistemologia genetica, Milano
Buongiorno Luisa, spero che la Meltemi continui a r-esistere.
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Carla Pasquinelli, docente di Discipline demo-etno-antropologiche, Napoli
Cara Luisa, aderisco al vostro appello con una sottoscrizione di 2000 Euro. Ci sono tre buoni motivi per farlo: il primo è dovuto alla politica culturale della Meltemi che ha introdotto in Italia due correnti
di pensiero di vitale importanza per la comprensione del presente quali i Cultural Studies e i Postcolonial Studies; il secondo perchè avete dato spazio e rilievo alla riflessione antropologica italiana su
tematiche particolarmente significative sia per la crescita della disciplina stssa che per la sua visibilità nello spazio pubblico: il terzo per l'audacia di questa piccola grande donna che si batte
da anni per una editoria davvero indipendente e onesta.
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Nicola Dusi, docente di Semiotica del cinema e dei nuovi media, Modena, Reggio Emilia
Cara Luisa, cara Gabriella, cara Meltemi, sono molto rattristato dalla situazione che avete descritto, come d'altronde dal quadro generale delle scelte politico-culturali di questi tempi cupi.
Vi auguro di farcela, di continuare a "resistere", e in ogni caso di mantenere l'alto profilo delle vostre scelte. Al di là del mio piccolo contributo,
cercherò di far collaborare alla causa le biblioteche delle università in cui lavoro. Con grande affetto.
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Antonio De Lauri, dottorando di ricerca in Antropologia della contemporaneità, Milano
Partecipo alla sottoscrizione sperando possa dare un attimo di tregua all'attuale crisi (dubito infatti che possa risolverla).
Senza Meltemi, le già scarse possibilità di "informare" il pubblico italiano circa alcuni comtemporanei dibattiti antropologico-sociali di rilevante peso, verrebbero davvero ridotte all'osso.
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Rino Genovese, Firenze
Sosteniamo l'editoria indipendente.
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Gabriella Gai, Torino
Non è molto ma spero possa aiutarvi a diffondere cultura.
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Tilippo Zerilli
Tanti auguri di buon lavoro.
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Gino Bertone, insegnante, Chiusa Pesio
Sono un insegnante elementare ed ho conosciuto la vostra casa editrice tramite il Manifesto e Carta.
Gli argomenti che avete messo a disposizione e sopratutto gli studi postcoloniali sono stati esiziali anche per il mio lavoro al quale hanno dato un'apertura di orizzonti molto importante
ed una maggiore consapevolezza di temi solitamente assenti o quasi dalla scuola ufficiale. Spero, con il mio piccolo contributo di far si che la vostra voce non venga meno proprio oggi
che é indispensabile per esorcizzare lo scontro fra civiltà e provincializzare finalmente un'Europa arrogante.
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Sara Campanella, Roma
Spero vivamente che la meltemi superi questo difficile momento.
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Marco Ghezzi, editore, Milano
Tenete duro! Da editore, avete tutta la mia solidarietà.
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Ugo Volli, Torino
Cari amici, spero che riusciate a superare questa crisi, la cultura italiana ha bisogno di editoria di qualità e di pluralismo.
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Iain Chambers - Lidia Curti, docente di Studi culturali e postcoloniali, Napoli - docente di Letteratura inglese e Studi delle donne, Napoli
In questi anni, la casa editrice Meltemi ha elaborato un importante laboratorio critico di primaria importanza nel panorama italiano. Per permettere che le domande restino e riescano a
trovare una risonanza in uno spazio crescente è cruciale che resti e resista. Partecipiamo alla sottoscrizione per un progetto culturale cui teniamo moltissimo.
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Riccardo Badini, ricercatore, Cagliari
I buoni libri e le persone, spesso silenti, che vi lavorano sono amici con cui vale senz'altro la pena di immaginarsi un mercato editoriale diverso.
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Ana Maria Forero Angel, Roma
Cara Luisa, cara casa editrice Meltemi, Il vostro progetto editoriale e i titoli da voi proposti non poche volte mi hanno aiutato nel lavoro.
Sono contenta di fare parte di questa iniziativa. Spero il meglio e sono a vostra disposizione con le maniche rimboccate. Un bacio pieno di affetto.
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Lubna Khan, Roma
Cara Luisa, Tieni duro. Quello che avete creato Tu e Marco è nutrimento troppo prezioso da disperdere. "La forza del piccolo ha successo davanti all'ostacolo.
E' propizio nutrire ciò che è piccolo. Dense nubi, ma nessuna pioggia: arrivano dalle nostre regioni occidentali" (Hsiao Ch'u - I Ching). Un abbraccio.
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Gaia De Pascale, redattrice free lance, Genova
Cara Luisa, anche se non ti conosco, la tua vicenda, e quella di Meltemi, mi colpiscono molto. Un po' perché lavoro nell'editoria, un po' perché sono appassionata lettrice di alcune delle vostre pubblicazioni.
Ma soprattutto perché se dovesse chiudere una casa editrice che, vedendola da esterna, giudico libera, ritengo sarebbe una sconfitta per tutta la cultura italiana.
Non ho dubbi sul fatto che certi libri, semplicemente, non verrebbero più fatti. Purtroppo in quanto a sostegno economico, la situazione è sempre più critica, e io sono nella fantastica fascia partita iva +
bambino piccolo + mutuo a tasso variabile... ma se posso esserti utile con qualunque iniziativa, le mie energie e i miei contatti sono a tua disposizione. Un sincero in bocca al lupo e... walk on!
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Bi Mat, studentessa, Roma
Adoro i libri meltemi, per l'apertura a nuovi orizzonti critici in molti campi dei saperi!
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Katia Baldacchino, dottoranda, Roma
È un dovere, credo nella casa editrice e nell'antropologia e non possiamo permettere che naufraghi...
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Kalipso-Leila Trevisiol, studentessa, Roma
Ciao carissima Luisa, è un piacere sostenere la causa per la più "sfigata" e coraggiosa casa editrice del momento... moltissimi aspiranti antropologi sono venuti a dirmi di voi...
stanno girando voci di corridoio per suggerire a tutti di regalare libri Meltemi a natale... poi hanno pensato anche altro, ti farò sapere.
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Caterina Schiavon, ricercatrice Ipsos, Milano
Grazie per averci coinvolti e per aver unito la rabbia e la speranza di tutti. Desidero fortemente che Meltemi continui a rappresentare un riferimento per quanti credono
ancora che ci sia un futuro da progettare, qui, subito: contro le migliaia di pagine che amplificano il vuoto di senso, per un pensiero che continui a tendere verso l'utopia. Un abbraccio e i migliori auguri.
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Maria Cristina Caimotto,docente a contratto, Torino
Ho appena letto con rammarico l'appello segnalatomi da un'amica e collega. Visto che sono una docente precaria all'università e il mio contributo non potrebbe che essere irrisorio,
la prima cosa che mi è venuta in mente è che forse potrei invece rendermi utile traducendo qualcosa gratuitamente. Mi permetto di sfruttare questo metodo di contatto inusuale per proporre questa idea,
così, come mi è venuta. Un saluto cordiale.
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Donatella Bruxa Miscioscia, Milano
Ciao Luisa, i vostri libri mi son sempre piaciuti moltissimo perchè sono audaci.
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Lidia Decandia, docente, Roma, Sassari
Apprezzo molto la vostra casa editrice in primo luogo per la politica editoriale che portate avanti ma anche per la serietà, il rigore con cui vi occupate del vostro lavoro. Al più presto farò una sottoscrizione
per l'acquisto di alcuni libri. Spero che riusciate a superare presto questo momento di difficoltà. Un carissimo saluto.
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Anna Simone, giornalista per "Liberazione" e docente, Bari
Mi dispiace molto. Cercherò di fare il possibile, anche se la situazione è grave per tutti noi.
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Matteo Di Gesù, giornalista per "Repubblica" e "Giudizio Universale"
Caro Massimo, ho letto l'appello e, credimi, sono molto amareggiato: come lettore, come ricercatore, come docente, come recensore di libri.
Meltemi è stato ed è un editore fondamentale per il mio lavoro e la mia formazione (sono ricercatore di letteratura italiana a Palermo).
Conto al più presto di sottoscrivere un - purtroppo piccolo - contributo in acquisto libri.
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Anna Lisa Tota, docente, Roma, Milano, Lugano
Cara Luisa, cara Gabriella, sono certamente disponibile ad acquistare libri in modo da aiutarvi. Vi contatto prima di Natale per l'ordine.
La Meltemi è un editore importante nel panorama italiano e non puo' chiudere i battenti assolutamente. Un abbraccio caro.
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Alberto Martinengo, ricercatore, Torino
Cara Luisa, seguo anche io con preoccupazione - e, francamente, con ansia - la situazione che ci descrivi. Eravamo abituati a parlare di libri e di progetti assieme...
Invece ora siamo costretti a sentirci - e a farlo sempre più spesso - per aggiornamenti di questa natura.
La tua proposta, in qualche modo, è però anche una strada per rimettere al centro i libri e i progetti. Personalmente la interpreto come un modo bello per farci vicendevolmente un regalo,
da qui alla fine dell'anno: sapere di poter contribuire alla sottoscrizione, tramite l'acquisto dei vostri (dei nostri) libri, è al tempo stesso un piccolo regalo per Meltemi e un grande
regalo per molti come me, che alle vostre scelte editoriali deve moltissimo. Sono anche io tra i vostri autori e devo alla tua politica culturale la possibilità di essere uscito, a suo tempo,
presso una casa editrice come la vostra (la nostra). La cosa è tanto più preziosa per gli autori che sono agli inizi della loro avventura. E - per quel che vale - è stato anche il mio caso.
Perciò dico che la scommessa, che avete iniziato molti anni fa fondando Meltemi, la state rinnovando ogni volta di più assieme agli autori che scegliete di pubblicare. In qualche modo è diventata
una scommessa che ci unisce: la scommessa di poter continuare a parlare di libri.
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Vincenzo Ostuni, editor, Roma
Meltemi è una delle migliori case editrici italiane. Collane di valore paragonabile a Biblioteca si contano, seppure se ne contano, sulle dita di una mano. Ognuno secondo le sue possibilità ne aiuti la sopravvivenza.
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Patrizia Calefato, docente di Sociolinguistica, Bari
Cara Luisa, ho atteso alcuni giorni prima di scriverti, perché il tuo appello mi ha lasciato senza parole.
Sapevo che una casa editrice indipendente come la Meltemi non ha vita facile in un mondo dell'editoria come quello italiano, così strozzato dai gruppi di potere e dalle leggi, non certo ineluttabili,
di un mercato così poco attento alla qualità, alla coerenza e all'alto profilo di pubblicazioni come le vostre. Con difficoltà accetto però l'idea di essere al punto di svolta.
Con forza, nelle mie parole, e per quello che posso, aderisco all'appello. Mi onoro di essere tra i vostri autori, di essere al fianco di nomi significativi per la storia del
pensiero mondiale come quelli che compaiono sulle vostre copertine. Farne l'elenco sarebbe troppo lungo per queste poche righe. Tu e Marco Della Lena non siete (parlo volutamente al presente)
solo una coppia di editori bravi, insieme a tutti quelli che lavorano con voi. Siete davvero un vento nella cultura, un "Meltemi" che ha portato e porta nella saggistica italiana ed europea voci
forti, pagine che sferzano il mondo. Non finisce così. Un bacio.
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Mario De Innocentis, studente, Salerno
Sono uno studente prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione (ho una media di 28/30) e, letto l'appello pubblicato sul sito web della Meltemi, ho deciso di contribuire, come posso.
Domani contatterò di persona la responsabile del settore acquisizioni della biblioteca dell'ateneo presso il quale sono iscritto (a Fisciano, Salerno), per invitarla ad agire o ad
innescare un'azione di soccorso (qualora non l'avesse fatto già).
Inoltre ho deciso di offrire la mia collaborazione continuativa alla Meltemi, attraverso l'investimento di tempo ed eventuali capacità, senza alcuna retribuzione
(che ecceda l'esperienza formativa che ne trarrei). La ringrazio per l'attenzione e le porgo cordiali saluti.
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Maria Rosaria Dagostino, dottore di ricerca, Bari
Cara Luisa, torno giorni fa dal Nord America e il tuo appello mi catapulta nella triste realtà italiana... Non commenterò su quello che sta succedendo ad una casa editrice come la Meltemi,
né su quello che accadrà in Italia, se questo disastro continua...
Voglio solo dirti che il sostegno alla casa Meltemi non mancherà qualsiasi forma tu abbia scelto di coinvolgimento per noi...
Continueremo a scrivere per te in tutte quelle meravigliose forme che la scrittura conosce... dall'inchiostro all'immagine, dalle relazioni alle idee... perchè tu possa sentire le nostre "penne". Un abbraccio fortissimo.
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Emanuela Mora, docente di Sociologia della cultura, Milano
Cara dottoressa Capelli, non ci conosciamo di persona, ma abbiamo parecchi amici in comune, come Antonia Trasforini e Consuelo Corradi.
Inoltre credo che lei abbia conosciuto mio marito Paolo Volonté. Per questi incroci mi sento molto vicina alle vicende della Meltemi e anche perché (o forse soprattutto) ho apprezzato la
vostra casa editrice fin dall'inizio, per la scelta degli ambiti di impegno e per la fertile e propositiva contaminazione tra percorsi diversi, spesso coincidenti con le mie curiosità e di
cui in filigrana mi è sempre sembrato di intravvedere le ragioni. Spero dunque che non dobbiate davvero chiudere, perché penso, come molti altri, che sarebbe una perdita secca per le scienze umane
in Italia e faccio il tifo affinché riusciate a inventarvi qualche nuova formula (per parte mia ho appena fatto un ordine direttamente presso di voi, online, per parecchi volumi che mi hanno incuriosita).
Per il momento la saluto cordialmente e le auguro davvero di trovare una strada per continuare quello che con intelligenza e passione avere cominciato a fare in questi anni.
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Enrico Schirò, studente di filosofia, Roma
Gentile Luisa Capelli,
sono uno studente universitario di Roma della facoltà di filosofia della Sapienza. Leggo oggi la vostra newsletter del 2 dicembre e apprendo con "sgomento" la notizia.
Poiché avete scelto la politica editoriale della sincerità e della trasparenza nella situazione in cui vi trovate, appellandovi a noi lettori, Le scrivo in tutta sincerità (per quanto la cosa possa avere un tono retorico).
Ho scoperto una passione per le scienze sociali, antropologia in testa, per la semiotica e gli studi culturali e postcoloniali leggendo innanzitutto i vostri libri.
Ne ho tanti e li ho sempre trovati di ottima qualità. Mi è capitato delle volte di recensirli e ne sto tuttora recensendo alcuni
(i volumi di visual studies che avete pubblicato con i gruppi di ricerca di Bologna, Palermo e L'Aquila).
Le dirò di più - e non mento - nella mia ingenuità sognatrice di giovane studente universitario ho spesso desiderato di poter lavorare in una casa editrice come la Meltemi.
Una casa editrice che - dal mio ingenuo punto di vista di lettore - fa la differenza nel panorama editoriale italiano.
Di fatto non posso comprendere la natura, la gravità e i motivi della crisi in cui versa la casa editrice, ma farò la mia parte di lettore.
Comprerò libri o li donerò alle biblioteche di Roma, diffonderò la notizia e ovviamente continuerò a credere in voi.
Scusandomi per averla disturbata faccio a lei e a tutto lo staff i miei saluti e i miei complimenti per l'eccellente lavoro svolto finora.
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Matteo Bittanti, Social Science Research Associate Stanford University
L'idea che una casa editrice che ha portato in Italia tanti fuoriclasse della cultura contemporanea possa chiudere i battenti fa male.
Non e' possibile restare inerti e apatici, calmi indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore. L'intelligenza collettiva dei tipi meltemiami puo' fare molto contro la stupidita' dei circoli viziosi.
Meltemi e' una fabbrica di idee un catalizzatore una dinamo un punto di incontro e di scontro salutare. Abbraccia nuove tecnologie percorre nuove piste precorre i tempi diffonde amore attraverso mille canali.
Parafrasando MM, Meltemi e' il messaggio. Un messaggio spesso fastidioso perche' intelligente urgente necessario. E' importante, anzi, vitale, che Meltemi continui a dare fastidio.
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Flavia Cuturi, docente di Antropologia culturale, Napoli
Cara Luisa, non ho voluto scriverti di getto per non rispondere d'impulso al tuo appello al quale aderisco per affetto e con profonda convinzione.
Mi sono invece fermata a riflettere e a ricordare... sì, soprattutto a ricordare. E allora la mia memoria corre a quando entrai in contatto con voi, a Torino, durante una Fiera del Libro di tanti anni fa.
Antonio Perri mi presentò a Marco della Lena, purtroppo non più tra noi, e parlammo a lungo di possibili progetti, come se ci conoscessimo da sempre.
Nel tempo quelle parole non caddero nel vuoto, ma a poco a poco costruirono le basi per una collaborazione attiva nei confronti delle mie e vostre proposte.
Anzi nel caso del mio primo lavoro con voi, ricordo con quanta partecipata, ma sempre rispettosa insistenza, Marco mi convinse a rompere gli indugi e a cominciare quella che per me rimane
a tutt'oggi la realizzazione più complessa e coinvolgente da un punto di vista esistenziale e professionale: farsi portavoce, testimone, traduttrice, interprete della vita e del pensiero di
un pescatore indigeno, mio "fratello maggiore" di un mondo lontano. Ossia, la persona che più mi ha accompagnato e guidato in fondanti esperienze conoscitive e umane, ma che è diventata
persona rappresentativa di una "intera cultura", di una società marginalizzata dalla storia alla quale ancora oggi resiste e reagisce con tenacia e vivacità creativa. Voglio ricordare
insieme a te e alle tue care collaboratrici e collaboratori questo felice avvio non solo per riconoscenza, ma come metafora per chi non avesse avuto l'occasione di conoscervi personalmente;
perché capisca cosa significhi creare e condurre una casa editrice come Meltemi, coraggiosamente dedicata alle scienze sociali (e non solo), ossia a quei saperi non ingenui (e per questo oggi politicamente assai temuti)
costruiti in mezzo alle persone, che parlano di persone, che ascoltano le persone, che danno voce a persone, che si rivolgono a persone, che coinvolgono persone... Tutto ciò non può diventare progetto
editoriale senza passione, saggezza, competenza e lungimiranza umana e professionale. Grazie a tutto ciò esiste uno spazio pubblico, rappresentato dai tanti vostri libri, che è ormai costitutivo
della e imprescindibile per la formazione della consapevolezza di studenti, studiosi e appassionati o semplici interessati alla complessità socio-culturale del nostro e altrui mondo. Tutto ciò,
sia chiaro, è parte indispensabile e benemerito motore della ricerca. Per tutto ciò e molto altro, sono sicura e mi auguro che non venga meno il sostegno duraturo di tutti, autori e lettori e
che anzi cominci una nuova stagione piena di progetti e di successi. Resisti e resistete! Un abbraccio emozionato.
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Franca Sinopoli, docente di Critica letteraria e Letterature comparate, Roma
Ciao Luisa,
mi ha alquanto turbato la notizia sulle difficoltà della vostra Casa Editrice, sono ormai più di dieci anni che vi conosco, tanti dall'uscita dei miei primi lavori con voi,
libri che sono sempre sulla mia scrivania, a casa e in Università, e che spero possano aumentare con il tempo, una volta superato questo momento di difficoltà.
Tu pensa che avevo pronta una proposta di pubblicazione, frutto di una ricerca svolta con alcune colleghe e a cui tengo molto, e sulla quale sto impostando anche un filone di didattica
per i prossimi anni, e la vostra Casa Editrice mi sembrava proprio la sede adatta, anzi continuo a pensarlo, e credimi è importante poter contare su opportune sedi editoriali quando si
ha in campo una iniziativa scientifica, è come una rete di sicurezza affinché il proprio lavoro non vada perduto, oltre che una opportunità reciproca, potrò ancora contarci?
Restiamo in contatto, ciao.
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Laura Gemini, ricercatore della Facoltà di Sociologia, Urbino
Ho sempre acquistato e adottato nei miei corsi i testi Meltemi. In bocca al lupo.
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Valeria Pompei
Se oggi amo i libri e la lettura lo devo a questa casa editrice dove ho lavorato per 5 anni a fianco di persone appassionate che mi hanno travolto e introdotto in un mondo che tutt'ora rimpiango.
Ho vissuto i momenti più belli di crescita e anche i più dolorosi, affettivamente parlando, di questa casa editrice e nonostante le scelte personali mi abbiano allontanato da
Roma e dalla Meltemi non posso evitare di sentirmi costantemente coinvolta dalle vicende di coloro che la mantengono in vita.
Auguro a tutti voi un in bocca al lupo di cuore e spero che riusciate nell'impresa.
Con affetto.
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Marco Paci, docente di Selvicoltura, Firenze
Contribuisco con piacere alla sottoscrizione, alla luce dell'alta considerazione in cui tengo la casa editrice Meltemi. A questo aggiungo il caro ricordo di Marco Della Lena.
Purtroppo, nel mondo universitario come in quello editoriale, la qualità e la serietà non pagano. In bocca al lupo. Un abbraccio.
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Silvia Albertazzi, docente di Letteratura dei Paesi di Lingua, Bologna
Il Meltemi deve continuare a soffiare, per scompaginare le nostre idee e arruffarci i capelli. Con voi ho vissuto alcune delle mie più gratificanti esperienze professionali e
ancora conto di viverne per il futuro. Che cosa sarebbe la nostra cultura senza Meltemi?
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Matteo Bortolini, ricercatore di Sociologia generale, Padova
Cara Meltemi, cara Luisa, cari tutti,
ci ho messo un attimo ma eccomi qui. Di tutti gli aspetti che sono già stati proposti da altri (crisi, sogno, progettualità, bei ricordi), io voglio sottolinearne uno: la gigantesca,
meravigliosa e purtroppo rarissima professionalità e bravura di tutta la redazione della casa editrice. Siamo tutti tanto italiani, italianissimi, ma per la vostra bravura siete tutto fuorché italiani.
E anche questo è un grande bene da preservare. W la Meltemi.
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Massimo Rosati, docente di Sociologia, Roma
Cara Luisa,
aspetto di poter concretamente raccogliere il tuo appello con il contributo del caso in acquisto libri. Sarà l'ennesima cosa che tu e la Meltemi fate per me, aiutandomi
a sentirmi un po' meno frustrato - come normalmente invece mi sento - nel vedere te e la casa editrice impegnate in una lotta titanica al cui successo so di offrire ben poco aiuto.
Anche dalla sopravvivenza della Meltemi dipende la possibilità di non essere sopraffatti dal cinismo, e di poter continuare a pensare la produzione di cultura come qualcosa che richiede competenza, passione e coraggio.
Con affetto, per te e per l'intera baracca.
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Fulvio Carmagnola, docente di Educazione estetica, Milano
Carissima, aderisco senz'altro all'appello. La crisi economica apparentemente, come professa l'ideologia liberista, seleziona "i migliori": ma questa forma di darwinismo sociale mente: la crisi tende a neutralizzare, sotto forma di "universale", una selezione dei peggiori - diciamo così - ovvero mette a disposizione più strumenti a quegli attori sociali che già ne sono in possesso non necessariamente per meriti. Nel caso dell'editoria il fatto pericoloso è che questa situazione tenderà a far scomparire presenze di qualità e di ricerca, a favore di un'editoria generalista e generica ("divulgativa") alla quale i media danno più spazio. Ciò che accade nelle librerie è sotto gli occhi di tutti. Mai come in questo caso si mostra che la "comunicazione" è parte della struttura contemporanea dei processi di valorizzazione della merce (la merce-libro, in questo caso). E la comunicazione non è uno strumento, ma un ambiente di potere. Si tratta allora di tentare una difesa della qualità e della ricerca anche attraverso il sostegno a protagonisti che la cosiddetta (e apparentemente neutrale) "stretta del credito" vorrebbe far scomparire.
Vorrei fare di più che versare una piccola cifra - va bene il valore simbolico, ma qui mi pare che giustamente ci sia anche un problema "reale". Un grande abbraccio.
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Gabriele Frasca, poeta, narratore, saggista e docente di Letteratura comparata, Napoli
Da un po' di tempo i libri della Meltemi hanno preso d'assalto i miei scaffali, ed è un bene. Non so quanti ne abbia, ma sono tanti, e balzano agli occhi, e mica solo per la loro inconfondibile grafica.
Si fanno notare, nella mia libreria, i volumi della Meltemi, perché sono gli unici in lingua italiana, con rare eccezioni, a non essere ingialliti.
Che strano riguardarla adesso questa piccola biblioteca che mi sono fatto nel corso degli anni. Ci sono tanti libri straordinari, ovviamente, e quasi tutti hanno contribuito alla mia formazione.
Ma quello che noto, ora che li passo in rassegna, è che i libri che il tempo non ha ancora ingiallito sono tutti in francese o in inglese, persino in spagnolo, e che gli unici italiani che contendono
ancora scaffali a questa pacifica invasione restano quelli della Meltemi, e di pochissime altre case editrici.
Ci sono insomma editori che continuano senz'altro ad affollare, e fino al collasso, i megastore di questo Paese, ma che nella mia libreria, come in quella di tanti studiosi,
sedimentano solo il ricordo di quanto hanno fatto in passato. Se sparissero, non me ne accorgerei nemmeno. E il discorso, lo so, non cambierebbe se avessi dato uno sguardo non alla biblioteca,
ma alle bibliografie degli ultimi saggi cui ho lavorato. Meltemi ha svolto in questi anni la duplice funzione di intermediare con le sue traduzioni i settori più vivi della produzione scientifica straniera,
e di garantire a dispetto di tutto la tenuta stessa della cultura italiana. L'intelligenza del suo progetto editoriale sta sotto gli occhi di tutti, basta scorrerne il catalogo.
La questione, allora, va bene al di là della crisi in cui, con la perversione del sistema distributivo e con il disinteresse pubblico per le cose della cultura, prima o poi incappano le case
editrici non generaliste. Perché a soffrire dell'eventuale malaugurata sparizione della Meltemi non sarebbero certo solo i suoi lettori, o i suoi autori, ma l'intero dibattito culturale italiano,
già fortemente impoverito dalle miserie politiche che ci spettano.
Per me allora, come per tanti, la Meltemi è un valore per il quale vale la pena di impegnarsi.
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Gianluca Bonaiuti, docente di Storia delle dottrine politiche, Firenze
Cara Luisa, che depressione. A parte questo: perchè non mettete in piedi (l'idea è cretina ma insomma... tutto fa brodo) dei sistemi, che so, di cedoline analoghe a quelle delle librerie per cui io (o chiunque altro) per le feste natalizie, può regalare che so 50 o 100 o 200 euro di libri a mamme amici parenti etc etc. non solo via internet, ma con un cartaceo da dare (magari imbustato) brevi manu? Magari lo fate già e quindi mi cheto... Saluti e baci
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Raffaele Gavarro, critico d'arte e curatore indipendente, Roma
Naturalmente eccomi. Posso passare in redazione o faccio il versamento on line? RESISTERE RESISTERE RESISTERE. Baci.
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Luca Simeone, antropologo, amministratore delegato di Vianet, Roma
Cara Luisa, la tua bella lettera mi ha toccato profondamente. Mi spiace per le attuali sorti della casa editrice, ma sono convinto che il tuo coraggio e la tua forza d'animo saranno una risorsa preziosa per fronteggiare questa situazione. Sarei orgoglioso di condividere questa battaglia con te e la Meltemi. E anche felice: acquistare libri è una delle mie attivitè preferite, ti abbraccio.
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Enrica Rigo, ricercatrice di Filosofia del diritto, Roma
Cara Luisa, ho letto il vostro appello, mi ha molto rattristata. Tenete duro!
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Monica Vannucchi, danzatrice, docente di Danza all'Accademia Silvio D'Amico, Roma
Cara Luisa, non appena metterete sul sito le indicazioni,è nostra intenzione, mia e di Renato, sottoscrivere il vostro appello e comprare un tot di libri. Non posso neanche lontanamente immaginare che tutti gli sforzi che tu hai fatto in questi anni, e i desideri e le speranze che anche Marco nutriva, vadano persi... Bisogna assolutamente resistere! Siamo tutti nella stessa barca e la governeremo anche nella tempesta! Un abbraccione
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Massimo Tagliavia, medico odontoiatra, Milano
Cara Luisa, rispondo al tuo appello sicuramente. Voglio partecipare alla sottoscrizione semplicemente perchè sono un lettore e un estimatore di Meltemi Editore, e desidero che continui a vivere.Attendo tue per le modalità del versamento. Il corrispettivo in libri vorrei fosse regalato a una biblioteca pubblica. Un abbraccio e un caro saluto.
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Francesco Muzzioli, docente di Teoria della letteratura, Roma
Cara Luisa, aderisco assolutamente all'appello, con questa motivazione:
Da quando, più o meno all'inizio del Millennio, ho cominciato a collaborare con la Case Editrice Meltemi, ne ho apprezzato le qualità straordinarie, sul piano organizzativo e umano. In questi anni, la Meltemi ha assunto un ruolo coraggioso e insostituibile, una posizione di punta, collegando su diversi settori disciplinari tutta una serie di ricerche avanzate, che altrimenti sarebbero state sparpagliate e poco visibili; ma soprattutto ha il merito culturale di avere pubblicato in traduzione italiana molti importanti autori che pur essendo al centro del dibattito nelle aree di lingua inglese o francese non erano ancora entrati nel nostro orizzonte altro che per vaghe citazioni o per sparuti frammenti. Meltemi ha quindi fornito un contributo essenziale all'aggiornamento culturale, all'ampliamento della discussione e alla portata degli studi in corso, rimettendoli in parti con il livello internazionale. In particolare nell'ambito letterario (di cui mi occupo), i volumi della Meltemi sono risultati rilevanti sia per l'approfondimento di alcune linee di ricerca fondamentali (non solo la semiotica e la metodologia critica, ma anche il postcolonialismo, sui cui ha anticipato tutti, e oggi il nuovo versante dei Cultural studies, tutto da scoprire), sia per quanto riguarda gli strumenti della didattica universitaria. Che questo lavoro non vada perduto e questo progetto possa continuare quindi, a mio parere, nel momento attuale di confusione delle lingue e di dominio della ciarlataneria, un decisivo e basilare obiettivo di civiltà. Poi vedrò come farti avere un contributo simbolico : anche se temo non sarà quantitativamente molto diverso dal bonus del Berlusca, di sicuro sarà opposto nel senso. Spero di vederti alla Fiera dell'Eur. Cari saluti
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Consuelo Corradi, docente di Sociologia generale, Roma
Cara Luisa, accolgo volentieri il tuo appello e la richiesta di sottoscrizione, per 100 euro in libri da donare alla biblioteca della mia Facoltà e quindi ai suoi studenti. Fammi sapere come procedere. Mi piacerebbe poter fare di più, ma i tempi sono duri per tutti. Un affettuoso saluto
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Mario Gerosa, architetto, autore di Second Life, Milano
L'Italia culturale è un Paese composto di isole. Luoghi caratterizzati dall'eccellenza in vari campi, luoghi dove si elaborano le idee, si scambiano opinioni, si dà vita a discussioni produttive.
Sono isole tutte collegate tra di loro, unite fortissimamente dall'entusiasmo, dalla passione e dalla caparbietà, dalla voglia e dal desiderio di raccogliere sfide difficili, di abbracciare progetti complessi.
Una di queste isole si trova a Roma, al secondo piano di via Merulana 38. E' un'isola di un centinaio di metri quadri da cui sono usciti ettari di pagine importanti, dense, meditate e soprattutto utili.
La Meltemi, isola non isolata di grandi idee, ha prodotto e produce cultura vera. Come ripete spesso Luisa Capelli, la Meltemi non produce instant book, pubblica libri che rimangono.
Libri che se li conosci non ne puoi più fare a meno. E per questo la Meltemi va sostenuta.
Per questo bisogna difendere quest'isola in divenire che ha dato ospitalità a tanti naufraghi della cultura in cerca di un approdo sicuro.
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Massimo Canevacci, docente di antropologia culturale, Roma
Cara Luisa, cara Meltemi e cari co-autori,
è a tutti noi ben chiaro che stiamo attraversando uno dei periodi più difficili della nostra storia. Non solo per la crisi economica internazionale, quanto essenzialmente
per un contesto "nazionale" in disfacimento su una serie ben articolata di crisi che necessitano con estrema urgenza un'acuta capacità innovativa della critica e un'accesa
scelta valoriale di politica di solidarietà. Solidarietà nella grande tradizione di un umanesimo che abbiamo il compito di rinnovare e spingere dentro le articolazioni della
vita quotidiana più banale (su cui il dominio si insinua con determinazione) e delle forme più avanzata delle sperimentazioni culturali e scientifiche.
La Meltemi si è caratterizzata dall'accompagnare e spesso anticipare il vento di studi innovativi dallo spessore internazionale: dagli sudi post-coloniali agli studi culturali e comunicazionali,
dalle prospettive metropolitane ai pensatori classici. È necessario l'incrocio tra questo vento che deve continuare a soffiare e la critica innovativa che voglia penetrare e dissolvere le mutate forme
del potere politico, inutilmente rappresentato in macchietta. È questo riso compulsivo dei comici sul potere al governo che si rovescia nel suo contrario: celebrazione del fascino perverso di un dominio senza freni.
A fronte di tale sfida, quello che emerge come una catastrofe immane è l'impotenza autodistruttiva di quella che si definisce sinistra partitica, nonostante i movimenti degli studenti e una crescente scesa
in campo di diversi settori del lavoro. Meltemi può essere un laboratorio compositivo aperto ed esteso orizzontalmente alle nuove forme della comunicazione digitale per produrre una critica adeguata alla sfida
che ci si presenta di fronte.
Per tutto questo e anche per altro, per una umana affinità che mi lega a Luisa, alla memoria di Marco e ai collaboratori attenti e appassionati della casa editrice,
aderisco all'appello e mi dichiaro pronto a contribuire nelle mie possibilità all'acquisto di 1.000 euro di libri che preferirei donare direttamente agli studenti.
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Pietro Barbetta, psicoterapeuta e docente di psicologia dinamica e psicodinamica delle relazioni familiari, Bergamo
Sono autore Meltemi dal 2003. Mi rivolsi a Marco Della Lena e Luisa Capelli per lo sforzo innovativo e il coraggio di questa casa editrice. Meltemi ha il merito di aver introdotto e
fatto conoscere in Italia autrici/autori di grandissima importanza (Homi Bhabha, Gayatri Spivak solo per nominare due maestri degli studi postcoloniali), di aver contribuito a far conoscere insieme ad
altre case editrici autrici/autori come Judith Butler ("La vita psichica del potere" è una delle sue opere più interessanti), Slavoij Zizek, Elisabeth Roudinesco e molti altri,
di avere avuto il coraggio di iniziare imprese editoriali di grande portata (come la pubblicazione delle opere complete di Gianno Vattimo) e di avere dato voce a persone che, pur non note nel "panorama" culturale italiano,
avevano cose importanti da scrivere. Nella mia esperienza non ho mai trovato una casa editrice così scrupolosa nell'attenzione al testo, così rigorosa sul piano della produzione editoriale, così sobria e creativa sul
piano della veste grafica, così ricettiva riguardo all'innovazione e al cambiamento culturale.
Nonostante ciò, o proprio in relazione a ciò, Meltemi rischia di chiudere.
Inoltro questo appello di Luisa Capelli, io credo che meriti il nostro ascolto e il nostro sostegno.
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Piero Vereni, antropologo, ricercatore, Roma
Cara Luisa,
rispondo di getto al tuo appello offrendo la mia sottoscrizione per quanto mi è possibile date le mie condizioni economiche, e voglio rendere noto che il valore di questo gesto (e spero dei molti altri che lo stanno
accompagnando) è veramente elevato. Tu meglio di chiunque altro sai quanto io mi sia collocato spesso in posizione critica rispetto alle scelte tue e di Marco, e quante volte ci siamo trovati a discutere anche
animatamente su quale autore pubblicare e quale no, quando lavoravo nella vostra casa editrice.
Con tutte le divergenze, non ho mai sentito meno l'impulso ideale che vi ha mosso, e ho sempre riconosciuto in voi la passione di un lavoro scelto come si sceglie un compagno di vita, con quello slancio che viene dall'amore,
non certo dal calcolo. Io non credo, oggi, che sia sensato fare gli editori in Italia a queste condizioni. Nel mondo editoriale, per come è strutturato (e hai toccato il tasto che nessuno osa mai sfiorare,
vale a dire il moloch della distribuzione, vero tritatarne strutturale mentre troppo pensiero "intellettuale" si balocca con la "crisi dei lettori" e altre amenità) possono sopravvivere solo i colossi in grado
di distribuirsi da soli i loro best-sellers garantiti dal mercato globale, oppure le case che lavorano strettamente coi finanziati. Non essendo nessuna delle due, la Meltemi è la signora Donchisciotte
dell'editoria italiana (in buona compagnia, mi pare). E allora, proprio perché è da pazzi, proprio perché è insensato, un progetto del genere vorrei tanto che rimanesse in piedi.
Per poter ancora litigare con te, Luisa, sulle scelte strampalate di qualche autore o qualche titolo che io non vorrei vedere in catalogo.
Perché solo se possiamo ancora litigare vuol dire che in Italia qualcuno pubblica Appadurai, la Spivak, Chatterjee e cento altri nomi che vale la pena di studiare e conoscere.
Conosci bene anche la mia posizione politica, quindi saprai che è con la voce rotta dal rosicamento che dico: Hasta la victoria, companera!
Ti voglio bene
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