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Figure del corpo
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Figure del corpo

Gesto e immagine in movimento

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La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione?

COD: 9788883538131 Categoria:
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La cultura digitale obbliga a ripensare il rapporto fra corpo e immagine. Il visivo è sempre meno un fatto di occhi e sguardi e sempre più di dita, mani, gesti. Compiamo un gran numero di gesti per attivare anche il più banale dispositivo di visualizzazione, e sempre più spesso sono le nuove tecnologie a saper leggere i nostri movimenti e a dotarli di senso. Il percorso dei cosiddetti media ottici si è interrotto o ha subito una radicale deviazione? In realtà il corpo è sempre stato al centro delle immagini tecniche, soprattutto del cinema, che non solo ha esaltato la capacità espressiva e manipolativa dell’uomo, arricchendola di infinite sfumature, ma in quanto macchina è nato da un gesto molto speciale, via via automatizzato e nascosto nello strumento. Ma che cos’è un gesto e perché il suo legame con il filmico è così stretto? Fra posa e flusso, azione e passione, tecnica e istinto: nelle teorie moderne – da Darwin a Warburg, da Mauss a Plessner – gesto e immagine in movimento sembrano determinare un unico luogo del senso. Quasi come un anticorpo alle forme di controllo inaugurate dalla cronofotografia, e oggi riemerse nelle politiche del database e della recognition, il cinema ci ha insegnato che in un gesto c’è sempre una componente di magia: un effetto inspiegabile, un sentire intraducibile a parole, una combinazione di funzionalità ed espressione. Un pensiero del corpo che scarta la ragione. Quali figure del corpo emergono nei film? Perché le immagini nel palmo della mano sono all’origine e non alla fine della storia del cinema? In che modo i film rovesciano le gerarchie di visibilità dei gesti, ad esempio fra maschile e femminile? Il volume insegue le radici del presente per riscoprire come il cinema ci ha insegnato a guardare l’uomo, e non semplicemente a captarlo, mapparlo e archiviarlo.

Barbara Grespi insegna Cinema e Cultura visuale all’Università degli Studi di Bergamo. Ha scritto saggi su corpo, gesto e memoria, sul rapporto fra cinema e fotografia, sulle teorie del montaggio. Tra le sue monografie e curatele: Memoria e immagini (2009), Cinema e montaggio (2010), Gus Van Sant (2011), Fuori quadro. Follia e creatività fra arte, cinema e archivio (con S. Damiani e E. Grazioli, 2013), Overlapping Images. Between Cinema and Photography (con L. Farinotti e B. Le Maître, 2015), Harun Farocki. Pensare con gli occhi (con L. Farinotti, e F. Villa, 2017), Il cinema come gesto. Incorporare le immagini, pensare il medium (2017).

Informazioni aggiuntive

Codice ISBN

9788883538131

Anno di pubblicazione

2019

N° pagine

474

Michele Guerra – Il Sole 24 Ore, 29 marzo 2020
“«Azione!» parola magica che fa muovere le immagini”
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