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Un oggetto di uso quotidiano, spesso trascurato e invisibile, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui osserviamo e interpretiamo il mondo. Le graffette – raccolte negli interstizi della città – aprono connessioni inattese e sollecitano uno sguardo attento anche su ciò che appare ordinario e familiare.
Un oggetto di uso quotidiano, spesso trascurato e invisibile, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul modo in cui osserviamo e interpretiamo il mondo. Le graffette – raccolte negli interstizi della città – aprono connessioni inattese e sollecitano uno sguardo attento anche su ciò che appare ordinario e familiare. Seguendo queste tracce minime, Valentina Porcellana costruisce un percorso etnografico che interroga non solo lo spazio urbano, ma anche le pratiche, i sensi e i significati del lavoro sul campo. Il suo volume propone una riflessione sull’antropologia come metodo e come postura, dimostrando che anche i dettagli più marginali possono contribuire a ridefinire il nostro rapporto con l’ambiente e con noi stessi.
Un saggio che invita a considerare la ricerca antropologica come esercizio di attenzione, capace di cogliere il senso del quotidiano e di trasformarlo in occasione di conoscenza.
Valentina Porcellana è professoressa as-sociata presso il Dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università della Valle d’Aosta, dove insegna Antropologia alpina e Antropologia dell’educazione. Si occupa di antropologia applicata ai sistemi socio-sanitari, di processi partecipativi e di attivazione di comunità in contesti urbani e montani, nonché di valutazione qualitativa dei servizi sociali e educativi. Tra le sue recenti pubblicazioni ricordiamo Costruire bellezza (2019), Antropologia del welfare (2022) e In montagna non ci sono alberi (2023).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256154203 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 184 |












