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In antropologia, con la parola “cultura” si suole indicare tutto ciò che è modificato, sofisticato o addomesticato in base a concezioni umane, senza quindi distinguere tra ciò che è considerato raffinato e ciò che invece può apparire rozzo. Ne consegue che il rock and roll e Topolino sono tanto culturali quanto Beethoven e Shakespeare. Entro questa prospettiva, non esistono culture superiori o inferiori, ma sorge una domanda: se ogni società plasma la propria cultura, quali possibilità reali vengono allora offerte ai propri membri?
In antropologia, con la parola “cultura” si suole indicare tutto ciò che è modificato, sofisticato o addomesticato in base a concezioni umane, senza quindi distinguere tra ciò che è considerato raffinato e ciò che invece può apparire rozzo. Ne consegue che il rock and roll e Topolino sono tanto culturali quanto Beethoven e Shakespeare. Entro questa prospettiva, non esistono culture superiori o inferiori, ma sorge una domanda: se ogni società plasma la propria cultura, quali possibilità reali vengono allora offerte ai propri membri? La risposta non può essere univoca: in alcune culture le persone dispongono di poche alternative, a cui tutti però hanno libero accesso; in altre invece esiste un’ampia varietà di scelte, senza però che ve ne sia garantito l’accesso a tutti. Quali società sono allora più libere? E cosa intendiamo davvero per libertà?
In questo saggio illuminante, Harold Barclay esplora diverse culture – da quelle native alle comunità anarchiche internazionali sorte nella modernità – per interrogarsi sulle disuguaglianze e sulle possibilità reali di autodeterminazione.
Servendosi delle idee di Josiah Warren e Pierre-Joseph Proudhon, l’autore prende per mano il lettore e lo invita a riscoprire l’anarchismo come strumento per ripensare la cultura e la libertà.
Harold Barclay (1924-2017) è stato professore emerito di Antropologia all’Università dell’Alberta, in Canada. La sua ricerca si è concentrata sulle società rurali nell’Egitto moderno e nei villaggi del Sudan arabo, con particolare attenzione all’antropologia politica e all’antropologia delle religioni. È noto anche come studioso e scrittore di anarchismo, specializzato nelle teorie che riguardano la struttura statale e i suoi sistemi oppressivi. Fra le sue pubblicazioni ricordiamo Lo stato (2013) e Senza governo (2017).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256154289 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 244 |
| Prefazione di | Andrea Zarrilli |
| Traduzione di | Gilda Dina |

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