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L’avvento dell’arte nativa digitale impone una riconsiderazione dei principi del restauro, oltre a sollevare questioni filosofiche ed etiche cruciali. Nel presente volume, Piero Deggiovanni analizza le sfide legate alla conservazione di opere concepite esclusivamente in formato digitale, fra tensioni di autenticità, riproducibilità e obsolescenza tecnologica.
L’avvento dell’arte nativa digitale impone una riconsiderazione dei principi del restauro, oltre a sollevare questioni filosofiche ed etiche cruciali. Nel presente volume, Piero Deggiovanni analizza le sfide legate alla conservazione di opere concepite esclusivamente in formato digitale, fra tensioni di autenticità, riproducibilità e obsolescenza tecnologica.
Attraverso un approccio interdisciplinare, il saggio affronta temi come l’identità dell’opera digitale e il rapporto fra intenzione artistica e trasformazione tecnologica. Inoltre, propone un framework per il restauro digitale basato su reversibilità concettuale e conservazione dell’esperienza estetica, con attenzione a strategie come emulazione e migrazione.
Piero Deggiovanni è docente di Storia dell’arte contemporanea, Storia e teoria dei nuovi media e Teoria e analisi del cinema all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Francesco Baracca e l’ideale eroico (con V. Roncuzzi, 2018), Antologia critica della videoarte italiana 2010-2020 (2019) e L’estetico e il noetico (2026).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256155651 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 140 |












