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Nelle montagne delle Cevenne francesi, negli anni Sessanta, l’educatore Fernand Deligny costruisce con un gruppo di ragazzi autistici una comunità fuori dall’ordinario. Non un programma terapeutico, ma una forma di vita condivisa: si fa il pane, si girano film, ci si occupa delle capre, si tracciano mappe di percorsi. Le linee erranti dei ragazzi autistici “non verbali” di Deligny diventano così una zattera sui monti dove un'”estetica della terra” respira in quel fare quotidiano che accoglie l’invito di Édouard Glissant a “non consentire di essere una cosa sola”.
Nelle montagne delle Cevenne francesi, negli anni Sessanta, l’educatore Fernand Deligny costruisce con un gruppo di ragazzi autistici una comunità fuori dall’ordinario. Non un programma terapeutico, ma una forma di vita condivisa: si fa il pane, si girano film, ci si occupa delle capre, si tracciano mappe di percorsi. Le linee erranti dei ragazzi autistici “non verbali” di Deligny diventano così una zattera sui monti dove un'”estetica della terra” respira in quel fare quotidiano che accoglie l’invito di Édouard Glissant a “non consentire di essere una cosa sola”.
A partire da quell’esperienza, Erin Manning ci racconta la radicale vicinanza tra nerezza e neurodiversità nella resistenza alla cattura del razzismo sistemico e della normopatia. La riflessione che scaturisce da questo incontro ci sollecita a una socialità “minore”, che è anche un’immanente parapedagogia di resistenza al presente. L’invito è a un “altrimenti”, a un “che altro” capace di mettere in discussione le norme su come si cresce, si impara e si sta insieme.
Erin Manning è una delle voci più significative della filosofia politica contemporanea, inedita sinora in Italia. Insegna Arte relazionale, Cinema e Filosofia del processo alla Concordia University di Montréal, in Canada. Con Brian Massumi lavora da anni su progetti che intrecciano filosofia, estetica e politica.
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256155699 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 174 |
| A cura di | Fabrice Olivier Dubosc |
| Traduzione di | Fabrice Olivier Dubosc |
Studio Sun / Osservatorio, 8 ottobre 2026
“L’essere della relazione. Parapedagogie della resistenza”
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