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Il presente volume è il risultato di anni di riflessione collettiva. La finalità è dare un contributo alla costruzione di un nuovo pensiero strategico fondato sul metodo materialista e sull’analisi concreta della realtà, del nostro contesto storico e delle contraddizioni prodotte dalla società capitalistica contemporanea.
8Come si riattivano le immagini del passato nella produzione artistica contemporanea? In questo volume, Stefano Mudu propone un nuovo modello analitico – il “ciclo migratorio delle immagini” – per comprendere quando gli oggetti visuali sono riattivazioni strategiche di materiali pregressi, artistici e non. Ripercorrendo la storia dell’arte del Novecento, l’autore giunge ad analizzare la produzione artistica degli ultimi vent’anni, focalizzandosi sul lavoro di artiste e artisti intermediali come Alexandra Pirici, Rayyane Tabet e Mathilde Rosier.
Supportato dalle teorie dell’Object-Oriented Ontology, il saggio mette in discussione la terminologia corrente dei “re-enactment studies” e formula nuove nomenclature.
Un contributo essenziale per ripensare il rapporto fra arte contemporanea, storia e riattivazione delle immagini.
Stefano Mudu ha conseguito un dottorato di ricerca in Cultura visuale e attualmente è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Bergamo. Si occupa di strategie di enactment e re-enactment nella produzione artistica contemporanea, di pratiche di riattivazione iconografica e del ripensamento della storia dell’arte in relazione al queer, al femminismo, al colonialismo e alle tematiche ecologiche. È autore di Spazi critici (2018) e curatore di Altrove. New fiction (2020).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256154715 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 246 |












