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I “Sud del mondo” sono una costruzione relativamente recente, degli ultimi cinque secoli, ossia dell’età delle scoperte e del saldo insediamento del capitalismo nel Nord. È da lì che è stata elaborata l’immagine di Sud arretrati e barbari, gli stessi epiteti che i Greci avevano riservato ai Persiani.
I “Sud del mondo” sono una costruzione relativamente recente, degli ultimi cinque secoli, ossia dell’età delle scoperte e del saldo insediamento del capitalismo nel Nord. È da lì che è stata elaborata l’immagine di Sud arretrati e barbari, gli stessi epiteti che i Greci avevano riservato ai Persiani.
Questi grandi fraintendimenti rispetto a civiltà per nulla inferiori erano frutto della conquista coloniale: l’Europa affamata che si impossessava di ogni territorio disponibile. Degli ultimi cinquant’anni è invece il rovesciamento di prospettiva da parte dei Sud del mondo e in particolare di India, Cina e Brasile. E ancora più recente, risalente a solo vent’anni fa, è l’ascesa del club dei paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che si pone oggi in alternativa all’Occidente.
Il testo riassume un lavoro di ricerca durato dieci anni, con la creazione di una Scuola dei Sud del mondo che ha riunito studiosi e dottorandi di paesi sudamericani, africani, asiatici e sudeuropei.
Paolo Perulli, sociologo dell’economia, ha insegnato presso le università del Piemonte Orientale, Iuav di Venezia, Paris-Sud, Lugano e il MIT di Boston. Tra le sue recenti pubblicazioni ricordiamo Il debito sovrano (2020), Nel 2050 (2021), Neoplebe, classe creativa, élite (con L. Vettoretto, 2022), Anime creative (2024) e Peter Thiel, l’America oggi (2026).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256155774 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2026 |
| N° pagine | 126 |














