10,00€ 9,50€
In questo saggio, Marc Augé esplora il paradosso dell’oblio come condizione essenziale per la memoria e per l’esperienza umana. Lungi dall’essere una semplice perdita, dimenticare è un atto vitale, una necessità per vivere pienamente il presente, riscoprire la ricchezza dell’istante e non restare prigionieri del passato.
L’oblio non è sinonimo di cancellazione ma di selezione: permette di dare significato ai ricordi, di distinguere l’essenziale dal superfluo, di alimentare la curiosità e l’immaginazione. In questo senso, non riveste solo una funzione individuale ma anche collettiva, poiché ogni società costruisce la propria identità su ciò che sceglie di ricordare e su ciò che invece decide di dimenticare.
In un’epoca segnata dall’iperconnessione e dall’ossessione per l’archiviazione digitale, Augé invita a riflettere sul ruolo del tempo e sull’importanza di trovare un equilibrio tra memoria e oblio, affinché il passato non diventi un fardello ma uno strumento per vivere con consapevolezza il presente.
Marc Augé (1935-2023) è stato un antropologo, etnologo, scrittore e filosofo francese di fama internazionale. Direttore dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, ha pubblicato alcuni dei maggiori successi della letteratura antropologica, tra cui: Storie del presente (1997); Perché viviamo? (2017); Un etnologo nel metrò (2023); Nonluoghi (2024).
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256152841 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2025 |
| N° pagine | 88 |
| Prefazione di | Andrea Staid |
Vanni Santoni – Corriere della Sera – La Lettura, 17 agosto
“La necessità dell’oblio e altre sfide all’identità”
Leggi la recensione












