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Il saggio di Stella Scabelli ripercorre alcune traiettorie della fotografia di scena nel cinema italiano tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, decenni in cui si sviluppa una tipologia di immagine sospesa tra cinema e fotografia, fotoreportage e pubblicità, schermo e rotocalco.
Il saggio di Stella Scabelli ripercorre alcune traiettorie della fotografia di scena nel cinema italiano tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, decenni in cui si sviluppa una tipologia di immagine sospesa tra cinema e fotografia, fotoreportage e pubblicità, schermo e rotocalco.
Attraverso fonti frammentarie e prospettive diverse, la ricerca ricostruisce non una storia lineare, ma una costellazione di vicende in grado di illuminare dinamiche, tensioni e trasformazioni di un ambito spesso trascurato. Dagli esordi degli anni Trenta e Quaranta – con fotografie in posa fortemente legate all’estetica cinematografica – si arriva alla svolta degli anni Cinquanta e Sessanta, segnata dall’emergere di agenzie specializzate, dall’ibridazione con altri linguaggi fotografici e da una crescente diffusione mediatica. In questo contesto, l’immagine del set assume sempre più i tratti del simulacro, in bilico tra fedeltà al film e autonomia espressiva, tra rappresentazione del lavoro e costruzione del mito.
Stella Scabelli ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze con una tesi sulla fotografia di scena nei film di Michelangelo Antonioni, ed è stata assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Messina nel quadro del PRIN “Cinephemera. Materiali effimeri per lo studio del cinema italiano tra gli anni Trenta e Sessanta”. Attualmente è docente a contratto di Linguaggi del cinema e dei media presso l’ateneo di Firenze.
Informazioni aggiuntive
| Codice ISBN | 9791256154142 |
|---|---|
| Anno di pubblicazione | 2025 |
| N° pagine | 284 |
Anna Maria De Luca – Classtravel, 27 febbraio 2026
“La fotografia di scena in Italia”
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